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Cos'è il sovraindebitamento e chi può farne ricorso?


Le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento sono delle procedure concorsuali di recente introduzione (legge n. 3 del 27.01.2012, c.d. legge "Salva suicidi") destinate a disciplinare la crisi dei debitori non fallibili ovverossia di tutti quei debitori (persone fisiche e giuridiche) che non rientrano nelle soglie di fallibilità previste dalla legge (art. 1, comma 2, del r.d. 267 del 1942, c.d. legge fallimentare).


Possono, pertanto, fruire di queste procedure il consumatore (c.d. insolvente civile), il libero professionista, le associazioni o società fra professionisti, l'imprenditore agricolo, le società agricole, il piccolo imprenditore commerciale, l'artigiano, le piccole società commerciali, gli enti non commerciali (fondazioni, comitati), gli imprenditori individuali e collettivi cancellati dal R.I. da più di un anno (art. 10 l.fall.), le start-up innovative (art. 31 del d.l. n. 179/2012). 


Anche il socio illimitatamente responsabile di società di persone suscettibile di fallimento, secondo i più recenti orientamenti giurisprudenziali, può accedere alle procedure di sovraindebitamento (cfr. la Sezione "Contributi").


Sono piccoli imprenditori o meglio imprenditori sotto la soglia di fallibilità le imprese di minori dimensioni che dimostrino il possesso congiunto dei seguenti tre requisiti (art. 1, comma 2, l.fall.):


• avere avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di apertura della procedura o dall’inizio dell’attività, se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro 300.000;


• avere realizzato, nei medesimi tre esercizi, ricavi lordi per un ammontare complessivo non superiore ad euro 200.000;


• avere un ammontare di debiti, anche non scaduti, complessivo non superiore ad euro 500.000.


La platea dei soggetti che possono avvalersi di queste procedure è destinata ad arricchirsi con l'imminente entrata in vigore (01.09.2021) del nuovo "Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza" (d.lgs. n. 14 del 12.01.2019), che ponendo fine ad un acceso dibattito dottrinario e giurisprudenziale (cfr. la Sezione "Contributi"), ha esteso questo beneficio anche ai soci illimitatamente responsabili di società di persone passibile di fallimento limitatamente ai debiti estranei a quelli sociali (art. 2, comma 1, lett. e, CCII).

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